Lettori

lunedì 25 marzo 2013

Il Gioco dell'Angelo

ATTENZIONE: L'ARTICOLO CONTIENE SPOILER

Qualche tempo fa ho letto Il Gioco dell'Angelo di Carlos Ruiz Zafòn. 
Questo romanzo fa parte della trilogia del "Cimitero dei Libri Dimenticati", che comprende L'ombra del Vento (uscito in Italia nel 2004), Il Gioco dell'Angelo (2008) e Il Prigioniero del Cielo (2012). La trama de Il Gioco dell'Angelo precede quella de L'Ombra del Vento, e le due storie finiscono per intrecciarsi l'una con l'altra ne Il Prigioniero del cielo. 

Ecco la trama: 
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martìn cova un sogno: diventare uno scrittore. e quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le scale di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l'offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un'opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria... 
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, l'autore de L'Ombra del Vento torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la gorza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile. 

Premettendo che avevo precedentemente letto L'Ombra del Vento, devo dire che è un libro che mi ha lasciata parecchio perplessa: nonostante si scorga fra la trama l'inconfondibile stile dell'autore, trovo che questo sia un romanzo piuttosto confuso. Molte cose sono rimaste in sospeso alla fine del libro, e alcune parti mi sono risultate poco chiare. Nella maggior parte del racconto, la storia è verosimile; in alcuni punti, tuttavia, l'autore inserisce qualcosa di sovrannaturale: ad esempio, non si è capito esattamente chi sia Corelli, nè la fine destinata al protagonista, David Martìn, nè la storia di Cristina, che sembra un circolo senza fine. La scena dell'incontro di David con la protagonista delle sue opere, Chloé, sembra essere messa lì a caso: l'unico riferimento con il resto della storia è che il luogo dove è avvenuto l'incontro sembra essere un miraggio, come la casa di Corelli a Park Güell. Entrambi gli edifici sono pressochè anonimi, ben arredati e soprattutto abitati. Si viene poi a scoprire che quei luoghi sono rimasti abbandonati per anni, e in effetti quando David ci ritorna, li trova decadenti come, a detta di tutti, sono sempre stati. Quando si inizia a pensare che il protagonista sia impazzito e che si sia immaginato tutto, ecco che l'autore decide di darci un indizio, che ci fa sospettare che in realtà David ha sempre avuto ragione, che la sua visione dell'accaduto è quella reale e che sono gli altri a non vedere la realtà: la comparsa di Diego Marlasca in carne ed ossa. 
Ma allora, che ruolo ha avuto Marlasca nel succedersi degli avvenimenti? E cosa invece è opera di Corelli? Che interessi avevano l'uno e l'altro nell'insabbiare il passato? Chi è veramente Corelli? Un uomo, un angelo, un personaggio immaginario? E cosa significano i fantocci che David trova a Park Güell nella sua ultima visita?
Non ci sono molte altre cose da dire riguardo questo libro: la trama richiama molto quella de L'ombra del Vento, tuttavia trovo che per la chiarezza degli avvenimenti e per l'originalità dell'intreccio abbia un po' perso qualità. Non so se tutto ciò verrà chiarito alla fine del terzo libro, Il Prigioniero del Cielo, ma per ora Il Gioco dell'Angelo ha un po' deluso le mie aspettative, alimentate da L'Ombra del Vento, che rientra senza dubbio tra i miei libri preferiti. 
Spero di sentire altre opinioni in futuro, magari per capire se qualcosa mi è sfigguto..
Summer